di Alberto BaldazziPer il quarto giorno consecutivo Mafia Capitale monopolizza le edizioni dei Tg – con l’eccezione di quelli che ancora fanno dell’omicidio del bambino di Ragusa il core business – manifestando vergognosi livelli di malaffare e di contaminazione; fino a ieri, però, la “politica” traumatizzata si era sostanzialmente ritratta dal tentativo di rimettere i piedi nel piatto. Da oggi, invece, è ripresa la sarabanda delle dichiarazioni e delle posizioni dei partiti, quasi tutti coalizzati nel chiedere nuove elezioni immediate. Se per Cinque Stelle (anche oggi in sit in davanti al Comune) ci può stare, il Berlusconi pensiero supportato dalle dichiarazioni di Toti che tuona in tutti i Tg contro i 18 mesi di Marino gridando “al voto, al voto!”, rievoca le oche del Campidoglio che salvarono Roma dai Galli nel 390 A.C. .Oggi, però, si tratterebbe di salvare l’Urbe da un altro attacco “celtico”, almeno in quanto alle croci, vessillo del terrorismo nero convertito al malaffare e in grado di attirare anche i nipotini dei comunisti, allora “nemici”. Di fronte allo scempio della cosa pubblica ci sarebbe bisogno di qualcosa di nuovo e non della vecchia politica. Su Tg3 in diretta Ignazio Marino risponde a Bianca Berlinguer aprendo alla, possibilità di una nuova giunta di salute pubblica con il contributo di Cinque Stelle (posizione ripresa ampiamente dagli altri Tg Rai e da La7. In pochi giorni dunque, il marziano di Roma ha acquistato punti in quanto “marziano” rispetto al malaffare della Capitale. Rubando la battuta a Crozza (andato in onda subito dopo Tgla7) anche il Pd nei giorni scorsi aveva prestato più attenzione alla Panda del sindaco che alla Banda della Magliana e ai suoi epigoni.

Passando ad altro, i Tg delle 20 fanno in tempo ad annunciare la nuova bocciatura di Standard & Poor’s, proprio nel giorno dell’ulteriore record positivo dello spread. La lettura in salsa domestica del verdetto dell’odiatissima agenzia di rating produce (sui siti come nei Tg) l’assurdo dell’attacco al Job’s Act, subito dopo unanimemente smentito (cfr, Mentana e Tg2).

I numeri del Censis, ripresi “pelosamente” anche dagli improbabili Studio Aperto eTg4, presentato due grossi limiti: sono ripetitivi quanto avvilenti. Nessuno riprende la notizia de Il Fatto Quotidiano che riporta l’avvenuta “successione” di De Rita junior a De Rita senior, proprio nei giorni della pubblicazione del rapporto annuale dell’istituto di ricerca.

Delle indagini sul bambino ucciso in provincia di Ragusa non vogliamo parlare, e non sarebbe male che anche i Tg limitassero gli spazi dedicati a quello che sempre di più si profila come un dramma maturato in un ambito familiare fragile e disperato.