A proposto di contesto europeo, Tg5 dedica l’apertura alle elezioni di domenica in Grecia, tema ripreso un po’ da tutti anche per le liason con i pezzetti di sinistra italiana che si sentono più a casa nell’Atene di Tsipras che nella Roma di Renzi. Tornando nella penisola, questi stessi settori, (Civati, Vendola, ecc.) hanno avanzato una proposta- provocazione che ha ampio risalto nei Tg: proporre un nome per il Colle che non sia preferito dal patto del Nazareno. Proporlo a chi? A Cinque Stelle che, però, ha subito risposto che la sinistra Pd e Vendola sono simpatici, ma pur sempre appartenenti all’apparato della politica che loro schifano. Schifo per schifo, tanto vale provocare Renzi chiedendogli i nomi per il Quirinale.
Velocemente segnaliamo che Mediaset rilancia ai quattro venti il servizio de L’Espresso che mostra come sia facile entrare ed uscire impunemente dai Cie: il tutto condito con riferimenti “direttissimi” al rischio terrorismo. Sempre Mediaset, bissata da Tg1, manifesta una simpatica vena animalista dedicando titoli e servizi su servizi alla vicenda della condanna dei gestori dell’allevamento di beagle Green Hill. La sentenza è veramente importante, e Tg4 inanella uno dopo l’altro una serie di servizi in cui gli animali fanno una bella figura, mentre quella degli uomini risulta pessima.
La parabola fortunatamente discendente di Stamina si è conclusa con la richiesta di patteggiamento e la promessa da parte degli imbonitori di levare le tende dal territorio italiano. Mentre nelle scorse stagioni Vannoni era special guest dei Tg, alcuni dei quali facevano addirittura campagna a supporto del suo Metodo, questa sera solo Tg5 e Tg2 ci raccontano il probabile inglorioso epilogo.
Accorata la partecipazione di Mentana al servizio che mostra l’insipienza del sovraintendente ai beni architettonici del Piemonte che ha definito un “baraccone” il vagone blindato piazzato a Piazza Castello per celebrare il Giorno della Memoria e l’illustre cittadino torinese Primo Levi. Servizio anche per Tg1.