Oggi colgo l’occasione della rassegna di Baldazzi per esprimere un desiderio. Mi piacerebbe che il suo “osservatorio” elogiasse o criticasse, di tanto in tanto, anche la parte tecnica dei servizi televisivi. Cominciando da quelle che appaiono ormai come lacune croniche dell’informazione tg: la scarsa cura per la dizione, ad esempio. Da parte di alcuni conduttori ma soprattutto degli inviati, che per non tagliare una frase o un capoverso leggono fuori campo precipitosamente un testo che, tenuto conto della mediocre riproduzione audio della maggior parte dei televisori, risulta pressoché incomprensibile. L’abuso delle immagini di  repertorio, ripetute per settimane o mesi in maniera ossessiva nella cronaca politica quotidiana. Le interviste al volo montate solo per l’ascolto della domanda inutilmente provocatoria del giornalista, perfino quando il personaggio intervistato non era in grado di udire o era facilissimo prevedere la mancata risposta. Il sonoro “sporco” degli interventi a conferenze stampa o convegni per non aver “perso tempo” a collocare un radiomicrofono al tavolo dei relatori ecc. Possono apparire peccati veniali rispetto a quelli che toccano la correttezza, la completezza e il pluralismo dell’informazione, ma indispettiscono e distraggono il telespettatore. Perché non provare a evitarli?   (nandocan)

*** di Alberto Baldazzi – Tutti d’accordo: la prescrizione in Cassazione per la vicenda Eternit è vergognosa. I Tg interpretano esplicitamente questo sentimento, dolente quanto diffuso, e rappresentano politica e vertici delle istituzioni apparentemente decisi a recuperare. Si assiste così al doppio paradosso della Consulta che, applicando il diritto, confessa di aver negato la giustizia, e della politica che si impegna ad intervenire quanto prima contro la prescrizione “libera tutti” senza additare al pubblico ludibrio chi l’ha inventata (Berlusconi) e chi l’ha accettata senza quasi colpo ferire (il Parlamento). I teleutenti di serata, in assenza di analisi e approfondimenti, hanno così assistito ad un crimine di cui nessuno risulta responsabile. Solo la Anm fa sentire la sua flebile voce, mentre Renzi tweetta da par suo. Su Tg1 intervista al ministro Orlando che abbina la riforma delle prescrizioni all’inserimento nell’ordinamento dei reati ambientali.

Metà delle edizioni è incentrata sulle reazioni a Casal Monferrato: buoni servizi, tante le interviste ai parenti delle vittime dell’asbestosi; forte l’aspettativa verso il Pm torinese Guariniello che ha concluso un altro troncone dell’indagine, questa volta per più di 250 omicidi: una sorta di “giustiziere” in grado di districarsi tra le aporie della Giustizia.

Renzi continua a litigare con i sindacati: “nuovo scontro”, titolano i Tg che riportano l’ulteriore reazione della Camusso, mentre la posizione della Cisl e i possibili ripensamenti della Uil sullo sciopero generale del 12 dicembre sono inquadrati al meglio da Tg2. Sempre per la politica da segnalare il revival di Berlusconi con la tecnica delle interviste in batteria (stesse domande, medesime risposte) sulle 3 testate Mediaset: effetto vintage assicurato per l’ennesimo no-tax day di Forza Italia organizzato per il 29.

Concludiamo con il Papa, ripreso da tutti per il forte intervento alla Fao sulla fame e la dignità da riconoscere ai poveri del mondo. Su Tg2 e TgLa7 Francesco compare anche con il messaggio inviato ad un convegno veronese con cui “le suona” a chi considera inevitabile investire in armi e impossibile sostenere il welfare.