Conformismo e pigrizia mentale di gran parte dell’informazione televisiva non sono purtroppo una novità e vedo che risultano sempre più chiari anche all’osservatorio tg. Ma banalità e volgarità la fanno da padrone anche nella carta stampata, oltre che nel web. E a me pare che il problema sia ancora quello della formazione e della selezione dei giornalisti, trascurato dall’Ordine e aggravato dal disinteresse e dall’incompetenza degli editori. I colleghi di valore non mancano ma non fanno “scuola” che in pochissime redazioni. L’approfondimento pare riservato agli editorialisti e a pochi grandi inviati. La gran parte delle cronache denuncia frettolosità, assenza di preparazione immediata e remota. Condizioni di lavoro insostenibili contano, eccome, ma la cattiva scuola forse di più. Creatività e buon gusto non si insegnano con l’esempio dell’info-tainment o delle insopportabili risse degli invitati ai talk show (nandocan).

***di Alberto BaldazziLe scalette di serata continuano a diffondersi ampiamente sulle ricostruzioni della personalità, delle relazioni, delle mistificazioni, delle bugie e dei problemi psichici del secondo pilota del volo Germanwings che ha schiantato l’Airbus 320 contro le Alpi provenzali, decretando la morte di 149 innocenti. Inevitabile questo supplemento di attenzione, anche se dedicare quasi metà delle edizioni ad un fatto così tragico e difficilmente spiegabile appare eccessivo. Il risultato è che tutti dicono le stesse cose e si fanno le stesse domande che ottengono risposte scontate o vaghe. La fiera delle banalità.

Tg5 dà spazio al direttore de Il Giornale Sallusti che “molto giornalisticamente” ha aperto oggi sullo “Schettinen” tedesco, vendicandosi dell’equivalente basso profilo di alcuni giornali tedeschi che avevano irriso il comandante della Concordia. La logica di rendere “pan per focaccia” non ci aggrada affatto.
I riflessi del dramma delle Alpi Provenzali si ritrovano anche nelle pagine di politica interna grazie al demenziale fotomontaggio del blog di Grillo (ripreso da Rai e La7) che mostra un Renzi “solo al comando” dell’aereo Italia. Per essere ancora più esplicito il Portavoce precisa che il premier sta per far schiantare l’Italia: la fiera delle bassezze e del cattivo gusto. Dopo l’orario dei Tg arriva la risposta di Renzi: “Non rispondo perché a differenza di Grillo conosco i limiti della decenza”. Siccome la decenza è ormai uno sport per pochi, l’informazione di giornata ha ripreso il tweet della Santanché che chiede informazioni sulle origine etniche dei due piloti del volo schiantato. No comment.
Se la decenza latita, anche la preparazione non abita più qui. I Tg Rai e La7 riprendono la gaffe di Landini che mostra in un talk di giornata di non essere pienamente informato della differenza tra legge di stabilità e Jobs act, in riferimento ai numeri dell’aumento dei nuovi occupati. Meno spazio per il Landini-day di domani e gli esordi della coalizione, che non macinano minuti di servizi e di approfondimenti.
I dati negativi sulla produzione industriale a febbraio non inficiano l’ottimismo della Confcommercio che da Cernobbio conferma che la crisi sarebbe alle spalle. Attenzione soprattutto da TgLa7.
Mentre tutte le testate continuano a prospettare l’ennesima “resa dei conti” in casa Pd nella direzione di lunedì, Renzi e il cdm conquistano titoli per l’approvata riforma della governance Rai. Ad ascoltare ciò che riportano i Tg sembrerebbe che quasi nulla cambi. Le dichiarazioni del premier in conferenza stampa lo mostrano alquanto dimesso e quasi disimpegnato sul provvedimento il cui destino – a differenza di tanti altri – sarebbe affidato alla libera dialettica del Parlamento. I Tg Rai leggono integralmente il comunicato del sindacato interno; anche in questo caso le proposte di riforma prodotte da dipendenti e giornalisti e approvate attraverso un referendum ( 82% di favorevoli) per come vengono illustrate risultano poco comprensibili e, soprattutto, tutt’altro che risolutive.
La guerra aperta tra potenze sunnite e sciite in Yemen finalmente conquista spazio sulle maggiori testate.