Per TgLa7 – che posiziona la vicenda dei rom nella seconda metà dell’edizione – la notizia del giorno e, quindi, l’ apertura è la visita di Renzi a Melfi, alla corte di Marchionne, preferita alla presenza all’assemblea confindustriale di Milano. Uno “sgarro” che non deve aver lasciato segni più di tanto, dato che Tg3 ci fa ascoltare il passo dall’intervento di Squinzi in cui il Presidente degli industriali sottolinea che nulla ha da chiedere al governo, se non la prosecuzione della politica delle riforme.

La campagna elettorale pretende e ottiene il quotidiano tributo di forzature; soprattutto su Mediaset va in onda in tutte le salse un Berlusconi che, giocando in casa, viene servito e riverito come in un negozio di barbiere. Sintomatiche le domande dell’intervistatore su Tg4, che qui vi riproponiamo: 1) I risultati delle regionali saranno decise all’ultimo voto…..; 2) Perché il governo Renzi ce l’ha tanto con i pensionati? No comment. Anche su Tg1 compare un’intervista all’acqua di rose al capo di Forza Italia che, però, confrontata con quella di Tg4 appare un capolavoro giornalistico. Le polemiche sugli impresentabili e intorno alla candidatura di De Luca in Campania completano la pagina politica sulle maggiori testate.

I Tg aprono sullo scandalo del calcio mondiale, presente con ampi servizi anche sulle altre testate. Per Mentana doppio titolo e sottolineatura del braccio di ferro a distanza tra Usa e Russia. Blatter è per tutti in un angolo, ma la speranza di Platini di liberarsene nelle prossime ore potrebbe diventare un illusione, scontrandosi con il sistema di potere consolidati da più di 20 anni.

Il barometro della crisi greca che fino a 2 giorni fa indicava “miglioramento” oggi volge al brutto. “Grexit” (titolo Tg5) rischia di diventare un neologismo in voga da qui al redde rationem di giugno.