Il contenuto digitale come porta di ingresso all’ enorme ricchezza del web e a nuovi flussi di ricavi

Consiglio a tutti la lettura integrale di questo articolo molto interessante sull’utilizzo diversificato di smartphone,tablet e PC per la lettura dei contenuti digitali e la penetrazione nell’immensa ricchezza della rete (nandocan).
dalla Redazione LSDI, 21 ottobre 2013

dBPediaNel giornalismo digitale l’ articolo non è più chiuso in se stesso. Al contrario, può essere  un punto di ingresso verso la profondità e la ricchezza del web e un contributo significativo a una nuova articolazione del flusso dei ricavi. 

Una serie di spunti molto interessanti nell’ ultima Monday Note di Frédéric Filloux. Quattro milioni di oggetti descritti dal DBpedia Knowledge Base (parte del progetto Wikipedia), prossimi a diventare 25 milioni: un enorme ‘’tesoro’’.

Le indicazioni di Filloux hanno anche una valenza operativa immediata, tanto che Pier Luca Santoro sul suo Giornalaio invita a ”stampare la matrice” prodotta da Filloux e ad appenderla nelle redazioni come promemoria”.  

L’ articolo giornalistico non è un blocco di testo integrato da qualche link qua e là. E basta

Non funziona così: almeno, non dovrebbe funzionare così.

Ci sono molte forme di contenuti giornalistici digitali – spiega Frédéric Filloux nella sua ultima Mondaynote-. Si va dal briefing mattutino durante la prima colazione o il viaggio verso il lavoro, al pezzo ampio da leggere preferibilmente su tablet stando comodi e sorseggiando un bel bicchiere di Chardonnay fresco. In mezzo c’ è tutta la immensa gamma di contenuti prodotti dalle varie testate giornalistiche, centinaia e centinaia di articoli ogni giorno.

Un grafico con l’ analisi di contenuti/rispetto a tempi e strumenti, probabilmente verrebbe così:

Filloux1

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