Non gli uomini comuni abbattono le democrazie
dic 29th, 2009 | By admin | Category: editoriale
Questa edizione del mio blog non ospita articoli o commenti di attualità politica, ma mi pare che possa interessare il commento che mi ha inviato un amico, Franco Mileto, appassionato di studi di storia antica (nandocan).
A proposito di interesse comune e democrazia, riporto quanto scritto nel proemio al Libro XIX della “Biblioteca storica” di Diodoro siculo, uno storico siciliano del I° sec. avanti Cristo, di cultura greca (scrive in greco), la cui opera è un’ambiziosa summa storica di tutti gli avvenimenti nel mondo allora conosciuto:
“Secondo un antico detto che è stato tramandato, non gli uomini comuni, ma quelli che hanno grado eminente sono coloro che abbattono le democrazie. Ed è anche per questa ragione che alcune città, avendo in sospetto quanti fra i cittadini attivi in politica dispongono di forti mezzi, fanno in modo di diminuirne l’immagine pubblica.
Infatti coloro che godono di una stabile posizione di autorità hanno a portata di mano – così sembra – i cambiamenti che conducono all’assoggettamento della patria; ed è difficile astenersi dalla monarchia per coloro che, grazie a un grado preminente, hanno acquisito buone speranze di conquistare il potere: poiché è naturale, per chi è tutto proteso verso qualcosa di più grande, pretendere di acquistare un vantaggio e avere ambizioni illimitate.
Con queste motivazioni per l’appunto gli Ateniesi indissero l’esilio ai primi fra i concittadini, istituendo per legge quello che da loro si chiamò ostracismo. E ciò facevano non allo scopo di punire atti delittuosi già posti in essere, ma affinchè a coloro che avevano il potere di violare la legge non fosse concessa la facoltà di agire in danno della patria. E perciò ricordavano, come una sentenza oracolare, le parole di Solone, quando, predicendo la tirannide di Pisistrato, compose il seguente distico:
Da uomini grandi viene la rovina della città, e il popolo
per ignoranza cadde servo di un tiranno.”
Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, libri XVI-XX, Sellerio, Palermo, 1992, pag. 216

